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Insilato di sorgo, proprietà nutritive per la razione delle vacche

Se siete allevatori/agricoltori, avrete già sentito parlare dell’insilato di sorgo, coltura che a oggi gode di molta fiducia all’interno delle aziende zootecniche. Si tratta di un tipo di insilato di frequente utilizzato per la messa a punto di razioni efficienti per la mandria soprattutto in quelle zone in cui le condizioni climatiche non sono così favorevoli con raccolti spesso al di sotto delle aspettative, per qualità e quantità.

La marcata adattabilità di questa coltura, identifica il sorgo e il suo insilato come una valida alternativa o un complemento all’insilato di mais. Ma quali sono davvero i vantaggi di questa coltura? E in che modo può inserirsi in modo efficace nella razione delle vacche da latte o da carne?

Descrizione del sorgo

Come già accennato, il sorgo è una coltura rustica che garantisce ottimi vantaggi. È ad esempio in grado di tollerare siccità, alte temperature, e terreni con disponibilità idrica limitata. È dunque una coltura particolarmente versatile e ideale laddove le condizioni climatiche non giochino proprio a favore degli agricoltori. Esistono diverse varietà di coltura, ognuna con precise caratteristiche. Conoscerle è fondamentale per un corretto inserimento dell’insilato di sorgo in azienda.

Differenza tra sorgo e mais

Rispetto al mais, il sorgo si presenta come una coltura che vanta una maggiore adattabilità anche in condizioni climatiche poco favorevoli. La pianta richiede meno acqua rispetto al mais e sopporta meglio gli stress termici. Garantisce dunque produzioni più stabili anche nelle annate difficili e questo è, senza ombra di dubbio, un vantaggio da non sottovalutare.

Fattori che determinano la qualità del prodotto finale

Il grado di maturazione e il contenuto di sostanza secca condizionano di molto la qualità del prodotto finale. Possiamo dire che un buon insilato presenta una sostanza secca compresa tra il 28% e il 35%, una quota elevata di fibra e un contenuto di amido più basso rispetto al mais. Le varietà BMR possono migliorare sensibilmente la digeribilità della fibra, contribuendo a una maggiore ingestione e, quindi, a una migliore performance produttiva. Un ulteriore vantaggio del sorgo è la minore tendenza ad accumulare micotossine, un aspetto importante per la sicurezza alimentare della razione.

Gestione della raccolta e insilamento: perché sono importanti

La qualità della coltura, di per sé, è un buon punto di partenza. Ma per ottenere un insilato di sorgo di qualità, questa da sola non basta. Perché anche la gestione della raccolta e dell’insilamento sono fasi altrettanto delicate che condizionano di gran lunga la qualità del prodotto finale. Ci sono dunque alcuni aspetti da conoscere per ottenere un instillato di sorgo di qualità. Intanto, cosa sapere della raccolta? Il momento ideale per la raccolta è in genere lo stadio di grano pastoso–ceroso, cioè quando la fibra non è ancora troppo lignificata e vi è una buona disponibilità di zuccheri utili alla fermentazione. In questa fase si riesce a trovare un buon compromesso tra energia, digeribilità e facilità di conservazione.

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I rischi di deterioramento aerobico diminuiscono perché il sorgo tende a sviluppare una fermentazione prevalentemente lattica, rapida e stabile, grazie alla presenza naturale di zuccheri, soprattutto nelle varietà zuccherine. L’uso di inoculi specifici può comunque migliorare ulteriormente la stabilità, soprattutto in condizioni difficili o con varietà meno zuccherine. Per utilizzare quelli più adatti è sempre bene ricevere la consulenza di esperti professionisti come quelli di Agroteam che sapranno indicare la strada migliore da seguire in questo senso.

L’insilato di sorgo nella razione delle vacche

Ma l’insilato di sorgo è sempre in grado di sostituire il mais nella razione delle vacche? Questa domanda merita una riflessione più ampia.

Nell’alimentazione delle vacche ad alta produzione il sorgo non sostituisce completamente il mais, poiché il contenuto di amido del mais rimane difficilmente replicabile. Tuttavia, il sorgo può rappresentare una quota importante della fibra e dell’energia, risultando particolarmente utile in aziende con limitata disponibilità irrigua, in sistemi estensivi o biologici, e nelle razioni di vacche in asciutta, manze e bovini da carne.

Uno degli aspetti più interessanti è l’effetto sulla salute del rumine. Le varietà BMR, grazie alla loro fibra più digeribile, favoriscono un maggiore consumo di sostanza secca e migliorano la funzionalità ruminale, riducendo il rischio di acidosi nelle razioni molto ricche di amido. Questo rende l’insilato di sorgo un foraggio strategico per chi punta a una razione più equilibrata e strutturata. Ma l’insilato di sorgo da solo non è sufficiente a garantire un’alimentazione bilanciata che è la base per un buono stato generale di salute. Ecco allora che è necessario bilanciare la reazione con fonti di amido integrando anche proteine bypass, soprattutto quando il sorgo risulta particolarmente fibroso.

Conclusioni

Detto dei reali vantaggi dell’insilato di sorgo all’interno delle aziende zootecniche, va comunque sottolineato che questo non può essere considerato solo come un sostituto del mais. Il sorgo è soprattutto una coltura preziosa che, se usata con intelligenza, può migliorare la stabilità produttiva e la salute degli animali.