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Insilato di orzo: caratteristiche, lavorazione, resa per ettaro

L’insilato di orzo è un foraggio che viene ottenuto da un cereale, l’orzo appunto, che si rivela essere particolarmente adatto per la dieta dei ruminanti. Può essere prodotto in purezza o in miscela con altri insilati. A seconda della sua lavorazione, è in grado di garantire l’apporto di determinanti nutrienti ai capi di allevamento. 

Il tema dell’alimentazione è centrale quando si parla di benessere. Non a caso, negli ultimi anni, gli allevatori riservano un’attenzione sempre maggiore alla dieta da somministrare ai loro animali, nel tentativo di preservarne a lungo la salute che è fondamentale per ottenere poi le migliori prestazioni. 

Attraverso l’utilizzo degli insilati, allora, gli allevatori garantiscono ai capi di allevamento le sostanze nutritive di cui necessitano per stare in salute. In questo articolo ci occuperemo dell’insilato di orzo per scoprirne caratteristiche, lavorazione e resa per ettaro.

Caratteristiche dell’insilato di orzo

L’insilato di orzo contiene una buona quantità di proteine che sono necessarie per soddisfare il fabbisogno dei ruminanti, come sono ad esempio bovini e ovini. Non solo, però, perché questo cereale, quando lavorato e reso insilato, garantisce anche un’ottima fonte di fibre. E le fibre sono necessarie per il buon funzionamento di tutto l’apparato digestivo e intestinale. L’alta concentrazione di fibre è dettata dal fatto che la pianta di orzo che dà poi origine all’insilato viene lavorata quando non è ancora completamente matura e quindi può garantire un più alto numero di nutrienti tra cui appunto le fibre. 

Ancora, l’insilato di orzo è ottimo per i ruminanti perché ha un contenuto energetico moderato che si rivela fondamentale per tutti quegli animali destinati alla produzione di latte e di carne. Inoltre l’orzo è per gli animali abbastanza appetibile. Significa quindi che viene consumato volentieri e si afferma come una risorsa preziosa per gli allevatori che potranno così avere a disposizione un alimento di ottima qualità da fornire alla mandria quotidianamente anche in assenza di ingredienti freschi, come spesso avviene nella stagione fredda.

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Vantaggi dell’insilato di orzo

Detto delle caratteristiche di questo insilato, sempre più utilizzato per la dieta della mandria, cerchiamo adesso di mettere a fuoco quali sono i vantaggi di un suo eventuale utilizzo. Come prima cosa, puntiamo i riflettori sulla sua alta digeribilità, di sicuro un aspetto da non sottovalutare per l’allevatore. La digestione delle fibre e delle proteine presenti nell’orzo insilato è generalmente buona per i ruminanti che, proprio per la conformazione del loro rumine, possono invece incontrare difficoltà con altro tipo di alimenti. Un altro vantaggio da non sottovalutare è legato alla conservazione. L’insilato di orzo si conserva perfettamente per mesi. A patto che il processo di insilamento sia stato correttamente eseguito) senza tuttavia perdere le sue caratteristiche nutrizionali. Per questo motivo rappresenta una risorsa preziosa anche durante l’inverno quando non si registra la possibilità di poter puntare su materie prime fresche.

La lavorazione

Il processo di lavorazione dell’orzo per farlo diventare insilato deve essere portato correttamente a termine se si vuole ottenere un prodotto di qualità per l’alimentazione dei ruminanti. Generalmente l’orzo viene sempre raccolto prima della completa maturazione (quando è ancora verde). In questo modo il cereale può garantire una buona quantità di zuccheri solubili, che favoriscono la fermentazione. Una volta raccolto, grazie anche all’utilizzo di specifici macchinari che rendono questa fase decisamente più veloce di un tempo quando la tecnologia non veniva in soccorso degli agricoltori/allevatori, viene triturato e compattato in trincee o silos dove viene sottoposto a fermentazione. La fermentazione può durare anche diverse settimane. Risulta essere determinante per ottenere un insilato di orzo di elevata qualità che sia in grado di soddisfare dunque il fabbisogno del bestiame.

La conservazione è infatti determinante per essere certi di poter somministrare ai capi di allevamento un mangime genuino. In caso di non corretta conservazione, l’insilato può infatti essere attaccato dalle muffe o avere comunque una fermentazione incompleta che di fatto causa poi perdite di qualità nel prodotto che viene poi somministrato agli animali.

Resa per ettaro

È difficile dire con precisione quale sia la resa per ettaro dell’insilato d’orzo. Questa viene infatti condizionata da numerosi fattori. Tipo di terreno in cui questo cereale viene coltivato, pratiche agronomiche adottate per la sua coltivazione, ad esempio. Anche le condizioni climatiche rappresentano una variabile importante da prendere in considerazione quando si parla di resa per ettaro degli insilati. Infine, a determinare anche la qualità finale del prodotto ottenuto è anche la varietà di orzo utilizzato. Provando a parlare di valori medi, possiamo affermare che la resa per ettaro di insilato di orzo si aggira intorno ai 30-40 tonnellate per ettaro. Si tratta di una stima generale. È possibile ottenere anche risultati più elevati, infatti, se si è in presenza di una gestione agronomica impeccabile e di tecniche ottimali di coltivazione che riescano a massimizzare la quantità di prodotto finale.