L’insilato biogas è il risultato della digestione anaerobica di materiali organici, in particolar modo di quelli che sono stati precedentemente sottoposti a un processo di insilamento. A oggi, l’insilato biogas è una delle soluzioni più credibili per la produzione di energia rinnovabile. Ecco perché è molta l’attenzione che gli viene riservata. Molto più rispetto a prima, infatti, il tema della sostenibilità ambientale è centrale. gli strumenti che possono portare a un più alto livello di rispetto dell’ambiente assumono allora un’importanza di rilievo. Quali sono i vantaggi dell’insilato biogas e perché allevatori e agricoltori dovrebbero tenere seriamente in considerazione questa opzione? Scopriamolo nel corso di questo articolo.
Insilato biogas, significato
È utile prima partire dal concetto di insilato per andare poi ad approfondire quello di insilato biogas. Che cos’è l’insilamento? Con questo termine il riferimento è a una tecnica di conservazione del foraggio che viene realizzata per acidificazione della massa vegetale ad opera di microrganismi anaerobi. Si tratta di un processo particolarmente importante. L’obiettivo è quello di impedire il proliferare di microrganismi potenzialmente tossici o alteranti, salvaguardando dunque la genuinità del prodotto finale. L’insilato, ovvero il prodotto finale dell’insilamento, se ben “lavorato”, potrà conservarsi a lungo. Tornerà comodo nei periodi in cui gli allevatori non avranno a disposizione foraggio fresco per il bestiame. Quando parliamo di “insilato biogas”, ci riferiamo allora all’uso di questo materiale come substrato per la produzione di biogas tramite digestione anaerobica.
Digestione anaerobica, un processo importante
È utile approfondire anche il significato di digestione anaerobica che è un processo alla base della produzione dell’insilato. Con questa definizione si intende un processo biologico che avviene in assenza di ossigeno. Durante questo processo i batteri specializzati scompongono la materia organica, come l’insilato, producendo metano e anidride carbonica. Il metano viene catturato e utilizzato come fonte di energia rinnovabile; l’anidride carbonica viene invece generalmente emessa come sottoprodotto. Grazie a questo processo si ottiene energia pulita e si riduce in modo cospicuo l’impatto ambientale legato ai combustibili fossili.
Insilato biogas: come viene usato
Ad oggi, il concetto di sostenibilità è sempre più al centro dei riflettori ed ecco che anche le energie rinnovabili trovano, in quest’ottica, uno spazio di rilievo. Proprio negli impianti di biogas, ovvero quelli in cui vengono prodotte energie rinnovabili, l’insilato biogas trova largo impiego. Gli impianti votati alla produzione di energie rinnovabili convertono la materia organica in biogas attraverso il processo di digestione anaerobica.
L’insilato, grazie alle sue precise caratteristiche – alto contenuto di carboidrati e facilità con cui può essere fermentato – si rivela un substrato ideale per questa trasformazione. L’insilato viene dunque caricato nel digestore anaerobico e da questo momento ha inizio il processo di fermentazione attraverso cui i batteri decompongono la materia organica, producendo biogas (principalmente metano).
Il biogas, inteso come prodotto finale, può poi essere utilizzato per alimentare generatori di energia elettrica o caldaie. Può anche essere trasformato in biometano per l’immissione nella rete del gas naturale. Insomma, l’insilato biogas rappresenta una risorsa fondamentale per la produzione di energia rinnovabile. Si rivela inoltre anche uno strumento efficace per il miglioramento della sostenibilità agricola, un tema particolarmente delicato al quale negli ultimi anni si sta facendo sempre più attenzione. In aggiunta, il suo impiego contribuisce a ridurre la dipendenza dalle risorse non rinnovabili, aspetto – anche questo – da non sottovalutare.
Insilato biogas, tutti i vantaggi
I vantaggi dell’insilato biogas sono davvero numerosi. Intanto è a tutti gli effetti una soluzione ecologica, visto che contribuisce in modo sostanziale alla riduzione delle emissioni di gas serra. Gli impianti in cui viene utilizzato l’insilato biogas sono una fonte di energia costante e rinnovabile.
È utile sottolineare come, essendo l’insilato un prodotto che spesso arriva da colture locali, sia facile che un’azienda agricola sia in grado di provvedere da sola a ottenere energie per le proprie attività utilizzando l’insilato da essa prodotto. Significa dunque che le aziende hanno la concreta possibilità di diventare autonome e indipendenti dalle fonti di energia tradizionali. Anche questo è un enorme vantaggio da considerare. Inoltre, c’è un altro aspetto che vale la pena valutare quando si parla di impianti biogas. Il sottoprodotto della digestione anaerobica, che appunto caratterizza questo tipo di strutture, è il cosiddetto digestato. Si tratta di un fertilizzante naturale che può essere utilizzato per migliorare la qualità del suolo.
Va da sé che le aziende agricole che mettono in moto il processo di digestione anaerobica sono in grado di ottenere anche grandi quantità di digestato, utile per nutrire il suolo e ottenere da esso prestazioni migliori per i raccolti. Insomma, l’insilato biogas ha enormi vantaggi che vale la pena conoscere. Allevatori e agricoltori hanno dalla loro la possibilità di scegliere come muoversi, in un’epoca – ribadiamo – in cui il tema della sostenibilità ambientale è sempre più sotto i riflettori. Ecco allora che la possibilità di poter percorrere direzioni più green diventa da valutare con grande attenzione per poter ottenere importanti tornaconti. E allevatori e agricoltori, che devono fare quadrare i conti delle aziende guardandosi sempre intorno alla ricerca di spunti interessanti, non possono mostrarsi miopi rispetto a una soluzione che sulla carta presenta enormi vantaggi.



