La gravidanza bovina è una fase da affrontare con grande attenzione per l’allevatore che ne è coinvolto perché, grazie ad alcuni accorgimenti, può favorire una corretta gestazione. Affinché tutto vada per il meglio, infatti, è doveroso mettere in pratica una serie di attenzioni. Risulteranno utili per preservare il benessere della bovina e del vitello che porta in grembo.
Ecco allora tutto quello che c’è da sapere sulla fase di gestazione, su come comportarsi e su cosa è importante conoscere per essere di prezioso supporto alla vacca in stato di gravidanza.
Gravidanza bovina, l’importanza dell’alimentazione
L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale quando si parla di allevamento di bestiame e, a maggior ragione, la dieta deve essere particolarmente curata in caso di gravidanza bovina. È questa, infatti, una fase molto particolare che richiede ulteriori attenzioni: non si può pensare che l’alimentazione possa essere un fattore di secondo piano in caso di gestazione. La giusta nutrizione durante il periodo di gestazione della mucca è essenziale e può condizionare in modo piuttosto marcato l’andamento della gravidanza. In presenza di un’alimentazione scarsa, che non apporti dunque tutti i nutrienti di cui la gravida ha bisogno, la vacca non sarà in grado di affrontare al meglio la gestazione. Difficoltà alla nascita, diminuzione della qualità e quantità del colostro, nonché vitelli sottopeso e mortalità dei vitelli, sono solo alcune delle conseguenze più frequenti di una scarsa dieta alimentare in presenza di gravidanza bovina.
L’alimentazione riveste un ruolo centrale anche per un altro motivo: può influenzare in modo diretto la rapidità con cui una mucca può iniziare di nuovo a partorire. L’alimentazione adatta a una vacca gravida va messa a punto tenendo conto di alcuni importanti fattori: il periodo dell’anno destinato al parto è tra questi. In caso di previsione di parto primaverile, la dieta dovrà essere integrata con mangimi e nutrienti aggiuntivi. Questo perché si presuppone che la maggior parte della gestazione avverrà in inverno, quindi con una ridotta possibilità di accedere ai pascoli verdi.
Durata della gravidanza e fattori che la influenzano
Ma quanto dura la gravidanza di una bovina? I fattori che incidono sulla lunghezza di questa particolare fase sono numerosi.
La razza è una delle variabili da tenere in considerazione, visto che influenza direttamente la lunghezza del periodo di gestazione. Ci sono razze che prevedono periodi di gravidanza più lunghi e altre più brevi. In generale possiamo affermare che per le razze con genetica di basso peso alla nascita, il periodo di gestazione tende a essere più breve. Un altro fattore che condiziona la durata della gravidanza di una bovina è il sesso del vitello. Il periodo di gestazione dei vitelli maschi tende infatti a essere sensibilmente più lungo rispetto alle vitelle. Questo è solitamente causato dal peso del nascituro. I vitelli maschi, che pesano più delle vitelle alla nascita, richiedono un periodo di tempo più lungo all’interno dell’utero materno. La dieta, come prima specificato, è un’altra importante variabile da considerare con attenzione perché in grado di condizionare la durata della gravidanza di una bovina. Una dieta equilibrata consentirà una gravidanza in linea con le tempistiche e senza intoppi; viceversa, un apporto nutrizionale scarso potrebbe portare a parti in anticipo, con tutti i rischi del caso.
E per quanto tempo una vacca può restare incinta? Una risposta precisa non è possibile, ma a grandi linee è possibile affermare che una vacca rimane incinta per circa nove mesi (o da 279 a 292 giorni).
Fasi del parto, cosa sapere
Il parto di una bovina si struttura in 3 fasi considerate allo stesso modo importanti.
La prima fase è quella di dilatazione: dura da 3 a 6 ore e si manifesta con alternanza tra contrazioni e momenti di tranquillità. È durante questa fase che il vitello assume la posizione corretta per poi nascere. Le prime contrazioni compaiono nella bovina generalmente ogni quarto d’ora, salvo poi diventare più frequenti fino a diventare sette ogni 15 minuti, nelle ultime 2 ore che precedono il parto.
La seconda fase è quella definita espulsiva, quella che cioè culmina con la nascita del vitellino. Questa fase dura dalle 2 alle 4 ore ed è quella più impegnativa per la bovina, che deve fare fronte al passaggio della testa del vitello. Il liquido amniotico fuoriuscito dalla seconda borsa delle acque agisce da lubrificante.
La terza e ultima fase è quella di secondamento, in cui l’utero continua a essere caratterizzato da contrazioni che consentono alla vacca di eliminare gli invogli fetali. Si tratta delle membrane e delle strutture extraembrionali che proteggono il feto durante il suo sviluppo nell’utero. Questa fase generalmente si conclude entro un massimo di 12 ore dal parto. È molto importante per la salute della bovina che ha da poco partorito il suo vitello. La cura della vacca e del vitello, nelle ore immediatamente successive al parto e alla nascita, è centrale per preservare la salute della madre e del nascituro.



