Continuiamo a sottolineare l’importanza dell’alimentazione dei bovini non per essere ripetitivi. ma perché questa riveste davvero un ruolo determinante per garantire la salute, il benessere e le performance produttive migliori da parte degli animali. Quando facciamo questo ragionamento, rivolgiamo il pensiero sia agli animali da carne che a quelli da latte. Non si può pensare ad elevate performance produttive senza infatti considerare un regime alimentare bilanciato e ricco di nutrienti.
Ecco perché è importante garantire al bestiame una razione ben equilibrata che possa fornire tutti i nutrienti necessari per sostenere crescita, lattazione e mantenimento dell’animale, evitando sprechi e problemi metabolici. Ovviamente la reazione non è uguale per tutti, ma tiene conto di alcuni aspetti importanti che ogni allevatore deve tenere in considerazione per operare le scelte più giuste. La composizione della dieta si basa principalmente su foraggi e cereali, integrati da proteine vegetali, minerali, vitamine e acqua fresca. Un mix di sostanze che sono in grado di apportare all’animale i giusti nutrimenti.
La personalizzazione della razione
Personalizzare la razione in base a età, peso, stadio fisiologico e obiettivi produttivi è dunque il primo passo da compiere per andare nella giusta direzione, quella di un’ottimizzazione delle performance degli animali di allevamento e una conseguente riduzione dei costi di gestione dell’azienda. Per muoversi nel modo giusto, in caso di dubbi, la cosa migliore da fare è quella di affidarsi ad esperti del settore che, con la loro esperienza, potranno appunto fornire i giusti consigli da mettere in pratica considerando lo stato di ogni animale. Questo perché, come già anticipato, la personalizzazione della razione è fondamentale per ottenere buoni risultati. Pensare di poter garantire la stessa razione, seppur di buona qualità generale, per tutti gli animali di allevamento è un errore grossolano.
La composizione della razione: base foraggera, cereali e integrazione
La razione quotidiana di un bovino consta sostanzialmente di 2 componenti principali: foraggi e cereali che rappresentano circa l’85% della dieta, e integratori, circa il 15%. Se ben bilanciate, queste due componenti saranno in grado di garantire al bestiame un’alimentazione di alta qualità.
- Foraggi: apportano ottime quantità di fibre che sono determinanti per stimolare il rumine e favorire la digestione. Tra i più utilizzati troviamo erba fresca, fieno e insilati, in particolare il mais insilato, che garantisce un contenuto energetico più elevato ed è molto di frequente scelto dagli allevatori che ne apprezzano le sue qualità. La fibra dei foraggi regola la motilità intestinale e contribuisce al corretto funzionamento del rumine, riducendo rischi di acidosi o altri disturbi digestivi.
- Cereali: mais, orzo e avena forniscono energia rapidamente disponibile. La loro presenza nella razione è cruciale soprattutto nelle fasi di crescita o lattazione intensa, quando il fabbisogno energetico aumenta. I cereali completano i foraggi, bilanciando l’apporto di carboidrati e contribuendo all’incremento di peso nei bovini da carne o alla produzione di latte nei bovini da latte.
- Integrazione: la parte restante della razione, circa il 15%, comprende fonti proteiche vegetali come semi di soia, panelli di colza e favino, indispensabili perché i cereali da soli contengono proteine limitate. Minerali e vitamine vengono forniti tramite premiscele o mangimi specifici, assicurando il corretto equilibrio nutrizionale e supportando la salute generale. Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi a un’azienda professionale come Agroteam per assicurarsi una consulenza di qualità.
- Acqua: è senza ombra di dubbio un elemento che spesso viene erroneamente sottovalutato, ma che invece risulta fondamentale. L’acqua deve essere sempre disponibile e fresca per gli animali da allevamento! È infatti essenziale per tutti i processi metabolici, la produzione di latte e la digestione. Una carenza idrica può compromettere anche l’assorbimento dei nutrienti e ridurre la produttività.
Razze e obiettivi produttivi: differenze nella gestione della razione
La personalizzazione della razione è fondamentale e dipende da età, peso, stadio fisiologico e obiettivo produttivo dell’animale.
Bovini da carne
- Fase di ingrasso iniziale: La dieta deve garantire un fabbisogno energetico di circa 3,5–4 UF per kg di peso vivo, per consentire un incremento di circa 1 kg al giorno. Foraggi, cereali e proteine vegetali vengono calibrati per favorire la crescita muscolare senza accumulo eccessivo di grasso.
- Fase di finissaggio: Negli ultimi mesi prima della macellazione, è necessario aumentare l’energia della razione fino a 5–5,5 UF per kg di peso vivo. In questa fase, l’obiettivo è massimizzare il deposito di tessuto muscolare e adiposo in modo equilibrato, garantendo carni di qualità.
Bovini da latte
- Razione base: Comprende erba, foraggi, cereali e panelli proteici. I cereali e i foraggi da cereali rappresentano oltre il 60% della sostanza secca, assicurando energia sufficiente per sostenere la produzione di latte.
- Animali in lattazione: Possono consumare fino al 4% del peso corporeo in sostanza secca al giorno. Per una vacca di 650 kg, questo corrisponde a circa 26 kg di sostanza secca. La dieta deve essere formulata per mantenere una produzione costante di latte e prevenire cali di salute o problemi metabolici come la chetosi.
La differenza principale tra bovini da carne e da latte sta nell’obiettivo della dieta: nei primi, la priorità è la crescita ponderale, mentre nei secondi è la sostenibilità della lattazione con un adeguato apporto energetico e proteico.
Tecniche di somministrazione e qualità degli ingredienti: cosa sapere
Una delle tecniche più diffuse per la gestione della razione è l’uso del “unifeed” o piatto unico. Questo metodo prevede la miscelazione completa di foraggi, cereali e integratori in un carro miscelatore, distribuendo un alimento uniforme. L’unifeed permette di ridurre scarti, garantire che ogni animale riceva la quantità corretta di nutrienti e migliorare l’efficienza produttiva complessiva.
Ma non è importante solo la tecnica di distribuzione della razione. Anche la scelta di materie prime di alta qualità è altrettanto cruciale. Foraggi mal conservati, cereali ammuffiti o integratori scadenti possono causare problemi digestivi, ridurre la produttività e aumentare i costi sanitari. Un’attenta selezione e una corretta conservazione degli alimenti garantiscono benessere, salute e rendimento economico. Infine va considerato un altro importante aspetto ovvero che la razione non è statica: deve essere periodicamente adattata in base a crescita, variazioni di peso, cambi stagionali dei foraggi e obiettivi produttivi. Monitorare la condizione corporea, il consumo di sostanza secca e la produzione di latte o peso vivo permette di ottimizzare la dieta giorno per giorno, riducendo sprechi e massimizzando l’efficienza nutrizionale.



