Chiudi

Colture di foraggio o foraggere, perché sono fondamentali nell’alimentazione dei bovini

Il ruolo dei foraggi all’interno delle aziende agricole e zootecniche sta diventando sempre più centrale. Merito delle varie culture ad oggi disponibili che rappresentano di fatto la base dell’alimentazione bovina per gli animali sia da carne che dal latte. Le colture di foraggio o foraggere sono dunque fondamentali nell’alimentazione dei bovini e nessun allevatore può prescindere dal loro utilizzo se l’obiettivo che vuole raggiungere è quello di coniugare al meglio produttività, benessere animale e sostenibilità economico-ambientale.

I I foraggi, dunque, assumono un ruolo strategico: non solo garantiscono un apporto corretto di fibra, ma contribuiscono in modo costante e concreto alla messa appunto di una dieta alimentare bilanciata nei suoi nutrienti.

Proprio l’alimentazione è sotto i riflettori soprattutto negli ultimi anni, da quando si è capito che la salute dei bovini e la qualità delle loro performance non può non passare da una corretta e bilanciata alimentazione. I foraggi sono, in questo contesto, elemento imprescindibile di una dieta destinata agli animali di allevamento. Tanti sono i loro vantaggi, li scopriremo nel corso di questo articolo.

Colture foraggere, tutti i pro

Le colture foraggere, annuali o poliennali, offrono inoltre la possibilità di programmare una produzione aziendale stabile e qualitativamente controllata, riducendo la dipendenza dal mercato delle materie prime e migliorando la resilienza economica. Investire su questo tipo di coltura è importante per numerosi fattori, il primo su tutti è quello di incrementare la competitività aziendale attraverso una crescente attenzione verso pratiche agricole sostenibili. L’aumento dei costi dei mangimi concentrati è un altro ottimo motivo per “spingere” nella direzione di un investimento sulle colture foraggere che costano meno e garantiscono ottimi risultati.

Foraggi e funzionalità ruminale: la base fisiologica della produzione bovina

Abbiamo accennato solo in parte ai tanti vantaggi garantiti dai foraggi. Ma concentriamoci adesso sulla funzione ruminale dei bovini che è determinante per vederli vivere in salute. Le colture foraggere sono, per le loro caratteristiche intrinseche, indispensabili per garantire al bovino la motilità del rumine e mantenere il pH ruminale entro valori ottimali. Per quale motivo? Perché contengono fibra strutturale, principalmente NDF (Neutral Detergent Fiber) e ADF (Acid Detergent Fiber). Un ph ruminale stabile riduce l’insorgenza di problemi come acidosi subclinica, laminite o riduzione dell’ingestione, fattori che penalizzano significativamente la salute degli animali e le loro performance produttive. Foraggi di qualità, raccolti nei corretti stadi fenologici, presentano una buona digeribilità della fibra (dNDF) e apportano un’energia fermentescibile costante. Questo consente una fermentazione ruminale omogenea, con produzione modulata di acidi grassi volatili, soprattutto acetato, fondamentale per la sintesi del grasso del latte nelle bovine da latte.

Vuoi una consulenza?

Contattaci

Infine, l’utilizzo di foraggi nella razione riduce la necessità di ricorrere a elevate quantità di concentrati, che se da un lato aumentano l’energia della dieta, dall’altro possono destabilizzare la popolazione microbica del rumine. Per questo motivo, una buona base foraggera rappresenta l’asse portante di ogni razionamento efficiente.

Autoproduzione foraggera: vantaggi economici e strategici per l’azienda zootecnica

Detto dei vantaggi delle colture foraggere sullo stato di salute degli animali, non possiamo non considerare anche l’aspetto economico. D’altronde ogni azienda ha come obiettivo quello di chiudere il bilancio annuale in positivo e, per farlo, ogni allevatore deve fare quadrare i conti.

Ma in che modo i foraggi possono aiutare a raggiungere l’obiettivo? L’autoproduzione di queste culture consente alle aziende zootecniche di ridurre significativamente la dipendenza dal mercato dei mangimi, spesso soggetto a forte volatilità dei prezzi. Integrare una superficie adeguata destinata a mais da trinciato, medica, loietto o miscugli polifiti riduce il costo per unità di sostanza secca ingerita e permette una programmazione più precisa delle scorte, con vantaggi anche dal punto di vista della gestione economica.

Investire su questo genere di colture, inoltre, consente anche di controllare l’intera filiera di produzione alimentare interna offrendo maggiore sicurezza sulla qualità del prodotto finale. L’agricoltore può modulare tagli, concimazioni e tecniche di conservazione in base alle esigenze specifiche del proprio allevamento, garantendo standard costanti durante tutto l’anno. Questa possibilità produce evidenti vantaggi non solo dal punto di vista organizzativo e di gestione, ma anche economico.

L’importanza della sostenibilità ambientale

Investire sulle colture foraggere è inoltre, da parte dell’allevatore, un modo coscienzioso di preservare l’ambiente. Alcuni tipi di colture, ad esempio quelle poliennali come la medica o i prati stabili, hanno una funzione molto importante per migliorare la struttura del suolo e aumentare la sostanza organica, riducendo l’erosione. La presenza continuativa di copertura vegetale produce poi un altro significativo vantaggio: limita il rischio di lisciviazione dei nitrati e favorisce un uso più efficiente dei fertilizzanti organici, come il liquame o il letame, che possono essere redistribuiti nei cicli agronomici con maggiore efficacia. Anche questo è di certo un aspetto da non sottovalutare che dovrebbe far riflettere ulteriormente sull’importanza di un investimento basato sulle colture foraggere. Più salute per gli animali, più profitto per l’allevatore, più attenzione per l’ambiente circostante (che ringrazia).