Torniamo ad occuparci di un tema molto importante: quello legato al benessere delle bovine da latte. Un tema che, soprattutto negli ultimi anni, è diventato sempre più centrale. Il benessere delle bovine da latte ha assunto dunque un ruolo determinante nel mondo zootecnico diventando allo stesso tempo un indicatore fondamentale della sostenibilità produttiva della reputazione degli allevamenti. Ecco perché oggi gli addetti ai lavori pongono particolare attenzione alle strategie e alle tecniche da mettere in pratica per preservare la salute delle bovine.
Il benessere degli animali di allevamento non è più un concetto astratto come succedeva molti anni fa, è piuttosto un insieme di parametri che influenzano in modo diretto non solo la longevità e la salute delle vacche, ma anche la loro produttività. Negli anni infatti studi scientifici hanno dimostrato che animali di allevamento più in salute fornivano anche delle performance produttive di elevata qualità. Al contrario, situazioni di stress e malessere si traducevano spesso in cali produttivi, patologie, infertilità e costi aziendali elevati.
Ma come si misura realmente il benessere delle bovine? E quali sono le azioni più efficaci per migliorarlo?
Il monitoraggio costante dello stato di salute degli animali d’allevamento è fondamentale. Ma questo deve essere eseguito attraverso un sistema basato su parametri oggettivi che possono dunque rivelarsi veramente utili per capire se una bovina da latte sta bene oppure no. Servono dati, controlli, numeri certi per eseguire le corrette verifiche. I principali indicatori da monitorare sono:
Comportamento e tempo di riposo: una bovina deve trascorrere almeno 10–12 ore al giorno sdraiata; meno tempo significa problemi di spazio, di lettiera o stress.
Il benessere delle bovine dipende da numerosi fattori. Tra questi c’è anche la qualità dell’ambiente fisico in cui esse vivono. Più le stalle sono confortevoli, più lo stato di salute delle vacche sarà buono e migliori saranno le performance produttive. Dal punto di vista della qualità: le vacche da latte saranno in grado anche di produrre di più. Ogni bovina deve avere libertà di movimento e non sentirsi compressa per cui è fondamentale che l’allevatore predisponga cuccette ampie e ben dimensionate aree di alimentazione con una mangiatoia per ogni animale in modo da ridurre al minimo la competizione che genera sempre stress.
E a proposito di stress, c’è poi da tenere in considerazione quello termico che rappresenta un pericolo importante per lo stato di salute delle bovine. Riuscire a difendere le bovine dai danni dello stress termico è fondamentale. Ventilatori, doccette, sistemi di raffrescamento evaporativo e corridoi aperti sono preziosi alleati in questa battaglia. Anche la pulizia e la gestione delle superfici è un dettaglio da non sottovalutare. Lettiera asciutta e pulita, pavimenti non scivolosi e corsie raschiate più volte al giorno sono essenziali per evitare alcuni dei problemi più frequenti: zoppie e infezioni, ad esempio.
Il benessere delle bovine da latte passa necessariamente dall’alimentazione che è uno strumento chiave per ogni allevatore il quale deve saperlo utilizzare bene per raggiungere ottimi risultati. Adottare una dieta coerente, bilanciata nei suoi nutrimenti e leggera è fondamentale per mantenere lo stato di salute delle bovine. Se la razione è corretta, dal punto di vista nutritivo ed energetico, la vacca starà bene; se la razione è sbilanciata i problemi prima o poi arriveranno. L’imperativo è puntare sulla qualità, senza cercare di risparmiare ripiegando su mangimi di scarsa qualità ma meno costosi. Foraggi puliti, privi di muffe e micotossine, e concentrati di buona qualità sono la base. È utile analizzare periodicamente i foraggi in laboratorio per conoscere i valori reali di sostanza secca, fibra e proteine. È poi fondamentale bilanciare la razione, affidandosi – per non sbagliare – alla consulenza di un esperto.
Un altro aspetto è poi importante da valutare ed è legato alle abitudini delle bovine. Questi animali sono decisamente abitudinari. Ecco allora che somministrare la razione negli stessi orari, spingere il cibo verso l’animale più volte al giorno e assicurare acqua pulita e fresca facilita un buon ritmo di ingestione. Infine il monitoraggio della ruminazione: una buona ruminazione è indice di benessere ruminale. Calo della ruminazione equivale a meno stress o problemi alimentari.
L’ultima mossa riguarda un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale: la qualità della relazione tra allevatore e bovine, e più in generale la gestione quotidiana del gruppo. Una gestione calma e coerente riduce lo stress e previene incidenti. Le bovine devono imparare a fidarsi dell’uomo e la fiducia, una volta raggiunta, si traduce in un minor stress durante la mungitura, una migliore risposta immunitaria e un minore rischio di infortuni
Va tenuto sempre presente che una buona gestione richiede occhi attenti. Notare subito un comportamento anomalo, una zoppia iniziale, una bovina isolata o con appetito ridotto può fare la differenza tra una rapida guarigione e un problema grave.